regione Corso di Formazione Professionale autorizzato dalla Regione Campania con D.D. n. 49 del 18/03/2016 prot. n. 0400590 del 13/06/2016

Metodo Formativo

Lezioni in aula e tanta, tanta pratica...

Il percorso formativo si sviluppa prevalentemente attraverso due modalità didattiche finalizzate all’acquisizione delle tecniche e degli strumenti base necessari alla pratica professionale:

  • lezioni frontali, dove vengono approfondite le principali tematiche teoriche;
  • didattica laboratoriale, dove saranno oggetto di presentazione e analisi diversi casi clinici.

Apprendimento tramite simulazioni in cui il corsista persegue un obiettivo professionale concreto
mettendo in gioco le conoscenze pregresse e apprese durante il corso.

Essendo una lingua, per essere parlata bene, la Lingua Italiana dei Segni ha bisogno di pratica e di esercitazioni.

Il 60% del nostro corso di interprete LIS è dedicato proprio a questo: traduzione, linguistica, tecniche di interpretazione, potenziamento e conversazione.

La lingua italiana dei segni è in continua evoluzione e gli studenti imparano fin da subito a essere attenti e aggiornati. Particolare attenzione è data anche allo studio di analisi del fabbisogno comunicativo e mediazione comunicativa, aree complementari alla lingua dei segni, ma fondamentali per la formazione di un interprete completo.

Il metodo utilizzato per rispondere ai diversi stili di apprendimento sia dei giovani in formazione sia degli adulti, utilizza una gamma molto ampia di metodologie didattiche, rinnovate periodicamente anche sulla base delle novità in campo scientifico e pedagogico.

Un vero e proprio ventaglio di metodologie, aI quale i docenti possono attingere per la programmazione delle loro attività.

  • Apprendimento cooperativo: metodologia attraverso la quale gli studenti apprendono in piccoli gruppi, aiutandosi reciprocamente e sentendosi corresponsabili del reciproco percorso.
  • Studi di casi: metodologia che consiste nella presentazione ai partecipanti al corso di una situazione concreta di intervento che richiede una preparazione, un’analisi degli elementi rilevanti.
  • Learning by doing: apprendimento attraverso il fare, l’operare, le azioni; simulazioni in cui il corsista persegue un obiettivo professionale concreto mettendo in gioco le conoscenze pregresse, integrando le nuove conoscenze.
  • Esercitazioni individuali: metodologia finalizzata a rinforzare e stabilizzare le nozioni trasmesse durante la lezione con lo scopo di addestrare ad applicare le nozioni teoriche alla realtà concreta risolvendo problemi e trovando soluzioni efficaci. Le esercitazioni individuali richiedono al partecipante una concentrazione ed uno studio singolo che li porti a riflettere sulle possibili soluzioni ad un determinato problema. Sono un momento di importante lettura individuale del contesto, del compito e del “mandato” che gli viene assegnato.

I docenti

I docenti sono professionisti provenienti dal mondo del lavoro e nello specifico dal mondo dell’interpretariato di conferenza e di trattativa, in grado di elargire le loro specifiche conoscenze e competenze agli studenti.
Tutti i docenti hanno documentata esperienza professionale o di insegnamento, almeno triennale, nel settore di riferimento.

I workshop

Lezioni speciali, tenute da esperti che aiutano l’approfondimento di tematiche avanzate e che completano la formazione dei futuri interpreti con preziose nozioni e utilissimi consigli.

Le outdoor formative

Ascoltando le esigenze degli studenti e la loro voglia di mettersi in gioco, durante il corso vengono organizzati diversi eventi che permettono di far pratica e di divertirsi.

Aperitivo in LIS, cinema sordo, e Slam Poetry in LIS sono solo alcune delle idee proposte dai nostri allievi.

Stage Formativo

Lo stage o "tirocinio curriculare" è un periodo di permanenza degli studenti all'interno di un'azienda o di un contesto lavorativo finalizzato alla sperimentazione operativa dei contenuti appresi durante il percorso formativo.

Lo stage formativo dura 200 ore e viene svolto presso strutture pubbliche e private convenzionate.

Dovendo operare a stretto contatto con i non udenti è necessario che gli studenti abbiano una minima dimestichezza con la lingua, perciò lo stage si tiene all’inizio della seconda fase del corso.

È un momento importante per i futuri interpreti sia perché si ha la possibilità di mettere in pratica ciò che si è studiato in aula, ma soprattutto perché si ha l’immediata risposta e reazione della persona non udente. Lo stage è l’occasione di immergersi in una realtà lontana dall’aula e vicina all’ambiente professionale.